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Sono un esercito che i sindacati stimano in oltre un milione e mezzo in tutta Italia. Tra queste, le badanti e le collaboratrici familiari che ancora sono irregolari raggiungono quasi quota 900.000 e costituiscono la spina dorsale di quella che è l’assistenza familiare soprattutto per gli anziani e i disabili. Per anni sono stati l’unica soluzione per risolvere i problemi delle famiglie, ed anche per consentire allo Stato un risparmio in termini economici valutabile intorno ai 45 miliardi di euro l’anno. La spesa, per una badante in regola, si aggira sui mille euro mensili che per una famiglia alle prese con i problemi di assistenza legati alla presenza di un anziano non autosufficiente sono comunque convenienti rispetto alla retta da pagare ad una casa di riposo, sempre che si trovi un posto. In realtà, nella maggioranza dei casi, il lavoro resta in nero e per una badante che vive 24 ore su 24 con l’anziano, usufruendo di un giorno di libertà alla settimana, la spesa si aggira sui 700-800 euro. L’Umbria, che insieme alla Toscana e alla Liguria ha la percentuale di popolazione più anziana a livello nazionale, con oltre il 23% di ultrasessantacinquenni, è una delle regioni che più risente del fenomeno delle lavoratrici familiari che si stima possano essere calcolate intorno alle seimila unità. Tra queste persone in questi giorni c’è un gran fermento in vista della data del primo settembre, giorno dal quale si potranno mettere in regola se il datore di lavoro attuale accetterà di dichiarare di avere alla proprie dipendenze la lavoratrice pagando la somma forfettaria di 500 euro. Grande tensione ed anche incertezza c’è poi nelle famiglie che, alla luce delle disposizioni previste dalla nuova legge sulla “Sicurezza” varata dal Governo, temono conseguenze legali nei propri confronti nel perdurare del rapporto di lavoro con una cittadina che dovrà essere dichiarata clandestina (anche se nei casi della prevista sanatoria ci sarà un congelamento dei tempi di esecuzione). Infatti si rischia la reclusione da sei mesi a tre anni ed una multa di 5000 euro per ogni lavoratore extracomunitario occupato che sia privo del permesso di soggiorno

Roberto Sabatini

 
(Corriere dell’Umbria 27.07.09)

L’esercito sommerso delle badanti